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Permute IVA negli enti locali: torna centrale il corrispettivo pattuito

8 luglio 2026

La recente modifica normativa riporta al centro, nelle operazioni permutative, il valore concordato dalle parti, relegando il costo a soglia minima di controllo.
Per gli enti locali il tema è rilevante soprattutto nelle convenzioni urbanistiche, nelle cessioni di aree, nelle opere a scomputo e nelle operazioni di valorizzazione patrimoniale.
L’articolo analizza il nuovo criterio IVA, il regime transitorio e le cautele operative da adottare nella redazione degli atti, affinché il valore delle prestazioni scambiate sia chiaro, documentato e fiscalmente sostenibile.


Servizio rifiuti: il 10% IVA non copre la gestione TARI

22 giugno 2026

La corretta applicazione dell’IVA nei contratti di gestione del servizio rifiuti richiede oggi un’attenzione particolare.
La risposta n. 310/2025 dell’Agenzia delle Entrate chiarisce che l’aliquota agevolata del 10% non può essere estesa indistintamente a tutte le attività comprese nel servizio integrato, ma resta limitata alle prestazioni propriamente riconducibili alla gestione dei rifiuti.
Restano invece escluse dall’agevolazione le attività amministrative e tributarie, come la gestione della TARI e dei rapporti con l’utenza, soggette all’aliquota ordinaria.
Il tema assume particolare rilievo per gli enti locali, soprattutto nei casi in cui il contratto preveda un corrispettivo unico e indistinto: in tale ipotesi, il rischio è l’applicazione dell’IVA ordinaria sull’intero importo.


Risconti passivi Accrual: attenzione alla riclassificazione

15 giugno 2026

Nel passaggio alla contabilità Accrual, i risconti passivi da contributi a rendicontazione richiedono una verifica puntuale: non sempre la loro cancellazione può tradursi automaticamente in un incremento del Fondo di dotazione.
L’articolo analizza il tema alla luce dell’ITAS 9, distinguendo tra contributi definitivamente acquisiti e somme ancora subordinate a rendicontazione, approvazione o possibili obblighi restitutori.


Cooperazione tra Comuni e IVA

9 giugno 2026

La sentenza T-575/24 della Corte di Giustizia riporta al centro un tema essenziale per gli enti locali: nei rapporti tra Comuni e forme associative non è sufficiente richiamare la natura pubblica dei soggetti coinvolti o la finalità istituzionale della cooperazione per escludere l’applicazione dell’IVA.
L’articolo analizza la pronuncia europea ponendola a raffronto con due precedenti documenti di prassi dell’Agenzia delle Entrate, nei quali era già stata tracciata la distinzione tra somme destinate al funzionamento istituzionale della forma associativa e importi collegati a specifiche prestazioni di servizi.


Canone unico patrimoniale: la Cassazione cambia le regole per i Comuni

4 giugno 2026

La sentenza della Corte di Cassazione, Sezioni Unite, n. 12225 del 1° maggio 2026, segna un passaggio di particolare rilievo nella gestione del Canone unico patrimoniale da parte degli enti locali.
La qualificazione del CUP come entrata di natura tributaria supera l’impostazione meramente patrimoniale e impone una rilettura complessiva delle procedure adottate dai Comuni: regolamenti, classificazione contabile, accertamento, riscossione, contenzioso e garanzie dello Statuto del contribuente.
L’articolo che segue propone una lettura sistematica della pronuncia e ne evidenzia le principali conseguenze operative per uffici tributi, uffici finanziari, concessionari e professionisti che assistono gli enti locali.


Professionisti e pagamenti PA: la legge cambia rotta e conferma la soglia dei 5.000 euro

3 giugno 2026

La disciplina dei pagamenti della Pubblica amministrazione ai professionisti cambia rotta rispetto alla proposta iniziale. Il testo definitivo non consente più l’attivazione del blocco per debiti iscritti a ruolo di qualunque importo, ma conferma la soglia dei 5.000 euro quale limite minimo dell’inadempienza rilevante. Una correzione significativa, che restituisce equilibrio al rapporto tra esigenze di riscossione e tutela dei compensi professionali.


Distributori automatici negli immobili comunali: profili contrattuali e trattamento IVA del canone

11 maggio 2026

Quando i distributori automatici entrano negli immobili comunali, non è in gioco solo un semplice utilizzo di spazi, ma un vero rapporto concessorio con rilevanti effetti fiscali.
L’articolo chiarisce perché il vending, in presenza di rischio operativo a carico del gestore, va qualificato come concessione di servizi e non come mera concessione di area.
Da questa corretta qualificazione discende un tema decisivo per gli enti locali: il canone versato al Comune è davvero fuori campo IVA oppure costituisce corrispettivo imponibile?
Tra pareri ministeriali, giurisprudenza unionale e prassi dell’Agenzia delle Entrate, il contributo ricostruisce i criteri utili per evitare errori.


Dal 15 giugno 2026 professionisti sotto verifica

7 maggio 2026

Dal 15 giugno 2026 le Pubbliche amministrazioni saranno chiamate a rivedere le procedure di liquidazione dei compensi professionali.
Prima di disporre il pagamento, anche per importi pari o inferiori a 5.000 euro, gli uffici dovranno verificare l’eventuale presenza di inadempienze da cartelle di pagamento.
Per gli enti pubblici diventa quindi essenziale aggiornare tempestivamente i flussi interni, coordinando uffici liquidatori, ragionerie e responsabili dei pagamenti.
Nell’articolo analizziamo il nuovo obbligo, le modalità di esecuzione dei controlli e le cautele organizzative necessarie per evitare errori, ritardi e responsabilità operative.


Corsi per la polizia locale: quando l’IVA non si paga

4 maggio 2026

Dietro un interpello apparentemente settoriale si nasconde un chiarimento destinato ad avere effetti molto pratici. La risposta n. 79/2026 dell’Agenzia delle entrate offre infatti indicazioni preziose su quando i corsi commissionati dai Comuni per la polizia locale possano beneficiare dell’esenzione IVA e su quali errori, invece, possano farla venir meno. Un passaggio da leggere con attenzione, soprattutto in fase di affidamento e fatturazione.


Alloggi sociali, opzione IVA e detrazione dei costi: la linea dell’Agenzia

27 aprile 2026

La fiscalità degli alloggi sociali è un argomento da conoscere e approfondire.
La risposta n. 60/2024 impone agli enti locali di ripensare il rapporto tra funzione pubblica, attività economica e disciplina IVA.
Al centro vi sono la locazione sociale, l’opzione per l’imponibilità e il delicato confine della detrazione dei costi.
L’articolo ricostruisce il cambio di prospettiva introdotto dalla risposta n. 60/2024, mostrando perché la locazione sociale non possa più essere letta come attività estranea all’imposta.
Vengono analizzati il passaggio dall’esenzione all’imponibilità per opzione, il significato della natura economica dell’attività e il superamento della tradizionale idea del mero godimento del patrimonio, oltre alla non rilevanza del fatto che il canone sia esiguo.


Sempre più limiti alla detrazione IVA: la risposta n. 58/2026 riscrive i confini dell’integrativa

23 aprile 2026

La risposta n. 58/2026 non si limita a chiarire un caso particolare: segna un nuovo irrigidimento sul versante della detrazione IVA. L’Agenzia restringe ancora l’accesso alla dichiarazione integrativa, valorizzando la distinzione tra errore e scelta consapevole.
Ma fino a che punto questa linea è compatibile con i principi di neutralità dell’imposta e con l’evoluzione della giurisprudenza?
Tra affidamento nella prassi, limiti dell’integrativa e ritorno al rimborso ex art. 30-ter, il quadro applicativo si fa più complesso.
L’articolo ricostruisce la svolta interpretativa e ne mette in luce, con taglio operativo, le ricadute più rilevanti.


Corrispettivi esigui, contributi elevati: quando l’ente resta comunque soggetto IVA

9 aprile 2026

Un ente che gestisce attività in perdita può davvero essere considerato soggetto IVA a tutti gli effetti?
E l’antieconomicità può bastare, da sola, a far cadere il diritto alla detrazione?
La CTR Lombardia, con la sentenza n. 75/2021, risponde a queste domande ribaltando una lettura ancora molto diffusa negli accertamenti verso enti locali e associazioni.
Al centro c’è la nozione europea di attività economica: conta lo sfruttamento del bene contro corrispettivi stabili, non il raggiungimento del pareggio di bilancio.
Contributi, sovvenzioni, biglietti o tariffe a prezzi contenuti: elementi spesso usati per negare l’IVA trovano qui una diversa chiave di lettura.
Questo articolo ricostruisce il caso, i passaggi essenziali della motivazione e le ricadute operative per chi gestisce servizi culturali, sportivi o sociali in deficit strutturale.


L’aliquota IVA ridotta per gli edifici di interesse collettivo alla luce della risposta n. 309/2025  

30 marzo 2026

L’applicazione dell’aliquota IVA ridotta in ambito edilizio rappresenta da sempre uno dei temi di maggiore interesse per gli enti pubblici, considerata l’incidenza che la corretta individuazione del trattamento tributario esercita sulla determinazione dei costi complessivi degli interventi edilizi e, conseguentemente, sulla gestione finanziaria dei progetti di realizzazione di opere pubbliche.
In questo contesto, la risposta a interpello n. 309 dell’11 dicembre 2025, resa dall’Agenzia delle Entrate, offre un contributo interpretativo di notevole rilevanza, confermando e consolidando i principi sottesi alla disciplina dell’IVA agevolata al 10% per gli edifici destinati a finalità di interesse collettivo.


Comunità energetiche rinnovabili: il regime dei proventi alla luce della risposta 22/2026 

23 marzo 2026

Nel presente articolo si intende fare una disamina di tutti gli interventi di prassi sul trattamento fiscale delle somme che si generano nell’ambito delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), con specifico riguardo alla tariffa premio incentivante, al ristoro delle componenti tariffarie e al corrispettivo per la vendita dell’energia, nonché ai conseguenti rapporti economici che si instaurano tra la Comunità e i singoli aderenti.


Dalla circolare 1/2018 alla risposta 115/2025: come cambia (in peggio) la detrazione IVA sulle fatture non registrate

25 febbraio 2026

La decadenza dal diritto alla detrazione IVA in presenza di irregolarità contabili – soprattutto nei casi di omessa registrazione delle fatture passive – è un terreno in cui si misura la tensione tra neutralità dell’imposta, di matrice unionale, e formalismo applicativo della prassi amministrativa. In tale contesto, la risposta n. 115/2025 dell’Agenzia delle Entrate riapre il dibattito, proponendo un’impostazione particolarmente rigorosa che appare difficilmente allineabile con gli orientamenti della Corte di giustizia UE e con le più recenti pronunce della Cassazione. In questo articolo si ricostruiscono i principali principi unionali e nazionali, ripercorrendo l’evoluzione della prassi dal 2018 (circ. 1/E) al 2025 (risposta 115/2025), con particolare attenzione a quanto affermato dai giudici della Corte di ultimo grado.


Impianti sportivi: esenzione o imponibilità?

15 febbraio 2026

Impianti sportivi e IVA: nel 2026 il quadro resta sostanzialmente invariato rispetto al 2025. L’esenzione (art. 36-bis D.L. 75/2023, ora confluito nel TUIVA) va letta in modo rigorosamente selettivo, anche perché il “riordino” previsto dall’art. 5 D.L. 146/2021 è stato rinviato al 1° gennaio 2036. Quando, però, la concessione non si limita al mero utilizzo sportivo e include servizi accessori oppure la facoltà di sfruttamento pubblicitario e ulteriori attività economiche, si entra nell’alveo della “prestazione complessa” e l’operazione tende all’imponibilità IVA ad aliquota ordinaria. In concreto: niente automatismi, ma analisi puntuale di convenzione e operatività, caso per caso.